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Ospedale Evangelico Internazionale
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fondato in Genova nel 1857 da Chiese Evangeliche
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Flusso del dotto venoso

Il dotto venoso è un piccolo vaso posto tra la vena ombelicale e la vena cava inferiore.
Il dotto venoso svolge un ruolo fondamentale nel direzionare gran parte del sangue ossigenato al cervello fetale.
Circa il 20% del sangue ossigenato proveniente dalla placenta viene diretto al cuore fetale attraverso il dotto venoso, evitando il circolo epatico. Dall’atrio destro, il sangue passa in quello sinistro attraverso il forame ovale e da qui viene diretto nel ventricolo sinistro e nell’aorta fetale
Il dotto venoso si chiude in genere spontaneamente entro pochi minuti dopo la nascita ma può rimanere pervio più a lungo soprattutto nei nati pretermine.
Per la valutazione del flusso nel dotto venoso l’epoca gestazionale deve essere 11+0-13+6 settimane e la lunghezza vertice-sacro tra 45 e 84 mm.
Il feto dovrebbe essere in un momento di quiescenza.
L’ingrandimento dell’immagine dovrebbe essere tale che solo il torace e l’addome fetale occupino l’intero schermo.
Una sezione sagittale ventrale destra del tronco fetale dovrebbe essere visualizzata.
L’utilizzo del Color-Doppler dovrebbe permettere la visualizzazione della vena ombelicale, del dotto venoso e del cuore fetale.
 
Il flusso di sangue nel dotto venoso ha una caratteristica forma d’onda con:

  1. Alta velocità durante la sistole (onda-S) e la diastole ventricolare (onda-D)
  2. Flusso positivo durante la fase di contrazione atriale (onda-a)

La valutazione qualitativa del flusso di sangue nel dotto venoso si basa sull’aspetto dell’onda-a che può essere:

  1. Positiva o assente (normale)
  2. Invertita (patologica)

Onda-a invertita
Un’onda-a invertita si riscontra in circa il 4% dei feti a 11+0-13+6 settimane. 
L’onda-a invertita è più comune se:

  1. L’epoca gestazionale è 11 piuttosto che 13 settimane
  2. La translucenza nucale è aumentata
  3. I livelli sierici materni di PAPP-A sono ridotti
  4. La madre è di origine Afro-Caraibica

La presenza di un’onda-a invertita è associata con un aumento del rischio per:

  1. Anomalie cromosomiche
  2. Cardiopatie congenite
  3. Morte endouterina fetale

Tuttavia, in circa l’80% dei casi con onda-a invertita l’esito della gravidanza è normale.

A 11+0-13+6 settimane un’onda-a invertita si riscontra in:

  1. Feti euploidi                               3%
  2. Feti con trisomia 21                   65%
  3. Feti con trisomia 18                   55%
  4. Feti con trisomia 13                   55%

Un efficace metodo di screening per trisomia 21 nel primo trimestre di gravidanza si basa sulla combinazione di età materna, NT fetale, frequenza cardiaca fetale (FHR.).
La valutazione Doppler dell’onda-a nel dotto venoso aumenta l’efficacia dello screening.

La valutazione Doppler del dotto venoso può essere inserita in due differenti strategie di screening, che risultano simili per sensibilità e percentuale di falsi positivi:

  1. Il flusso nel dotto venoso può essere esaminato in tutti i casi con il vantaggio di aumentare l’efficacia dello screening per anomalie cromosomiche e di identificare gravidanze ad alto rischio per cardiopatie congenite e morte endouterina fetale
  2. Valutazione in un sottogruppo di gravidanze a rischio intermedio (compreso tra 1 su 51 e 1 su 1000) dopo screening  basato su età materna, NT fetale, FHR. Tali casi costituiscono solo un sesto (15%) della popolazione totale

La valutazione del flusso nel dotto venoso migliora l’efficacia dello screening   con un aumento della sensibilità  ed una simultanea riduzione della percentuale di falsi positivi.  

Cardiopatie congenite
La prevalenza di cardiopatie congenite maggiori in feti euploidi è di circa 4 su 1000
Il rischio di cardiopatie congenite maggiori aumenta con l'incremento della translucenza nucale.
Nei feti con aumento della translucenza nucale il rischio di cardiopatie congenite:

  1. E’ aumentato se l’onda-a nel dotto venoso è invertita
  2. E’ ridotto se l’onda-a nel dotto venoso è normale

Morte fetale
Il rischio di aborto o morte endouterina del feto tra le 11 settimane ed il parto è di circa 2%
La prevalenza di onda-a invertita nel dotto venoso a 11-13 settimane risulta maggiore del 10% in gravidanze complicate da morte endouterina fetale ed è inferiore al 4% in quelle con esito normale
Il rischio di morte endouterina del feto è aumentato se:

  1. L’onda-a nel dotto venoso è invertita
  2. I livelli sierici materni di PAPP-A sono ridotti
  3. La madre è di origine Afro-Caraibica
  4. La madre è obesa

Se l‘onda-a del dotto venoso è invertita è importante:

  • Monitorare la crescita fetale (ecografie a 20 e 28 settimane)
  • Controllare, mediante l'utilizzo del Doppler, l'indice di pulsatilità nelle arterie uterine
Ultima modifica giovedì 13 aprile 2017

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