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Ospedale Evangelico Internazionale
Ente ecclesiastico civilmente riconosciuto
fondato in Genova nel 1857 da Chiese Evangeliche
Sede di Castelletto: Corso Solferino, 1A - Genova
Presidio di Voltri: Piazzale Gianasso, 4 - Genova Voltri
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Amniocentesi - Esecuzione

Viene verificato il gruppo sanguigno e accettato il Consenso informato chiedendo se ci sono cose poco chiare o non capite. Si pone l’attenzione sul fatto che la paziente abbia compreso la percentuale del rischio insito nella procedura stessa, che in letteratura risulta in un incremento del rischio di aborto dopo amniocentesi pari allo 0,5% (1:200) anche se è opinione di molti che, con le tecniche attuali, il rischio sia più realisticamente stimabile intorno a 0,3% (1:333).

Viene verificato se esistano dati patologici particolari nell’anamnesi della paziente che possano avere attinenza con la procedura (epatite, altre malattie infettive, precedenti aborti, masse pelviche).
Viene eseguita un’ecografia preliminare. Non è necessario un controllo morfologico, ma l’esame non deve essere affrettato. Si misurano BPD e femore e ci si assicura della presenza del battito cardiaco fetale, si esclude una gravidanza gemellare o la presenza di evidenti malformazioni. Terminata l’ecografia, il gel deve essere rimosso con attenzione.

Viene fatto controllare alla paziente l’esattezza del proprio nome scritto sull’etichetta della provetta in cui verrà messo il liquido amniotico prelevato da inviare al Laboratorio di Citogenetica prenatale dell’Ospedale Galliera.
La disinfezione della cute deve essere fatta con Betadine ricordandosi di verificare se la paziente fosse allergica allo iodio. In questo caso utilizzare amuchina.

Dal punto di vista tecnico, il prelievo, eseguito per via transaddominale, sotto controllo ecografico continuo si articola in alcuni tempi della durata complessiva di pochi minuti:

  1. Preparazione di un tavolino sterile su cui appoggiare: gel sterile, bacinella con disinfettante, alcuni batuffoli per la disinfezione della cute, 1 ago da amniocentesi, siringa da 20 cc., raccordo per la siringa.
  2. Esame ecografico per localizzare il punto dove dove infiggere il sottile ago per effettuare il prelievo possibilmente senza toccare la placenta ed il feto.
  3. Disinfezione dell’addome con un antisettico (Betadine).
  4. Copertura dell’addome con telino sterile.
  5. Infissione di un sottile ago da amnicentesi (0,7 mm. di diametro, 22G) fino al punto prescelto per l’aspirazione.
  6. Prelievo di c.a 18 cc. di liquido amniotico con siringa.
  7. Estrazione dell’ago e protezione del punto di infissione con cerotto sterile.
  8. Passaggio del liquido amniotico in provetta sterile e successivo trasferimento al Centro di Citogenetica.
  9. Successivo controllo ecografico per valutare la vitalità del feto.

L’amniocentesi viene eseguita normalmente a mano libera sotto controllo ecografico continuo con sonda convex. Viene utilizzato un ago spinale da 22 G. Nei casi particolarmente difficili può essere usato un adattatore da biopsia. E’ convinzione comune che fino a tre punture consecutive nel corso della stessa seduta non modifichino il rischio di aborto. Al termine della procedura viene sempre mostrato alla paziente l’attività cardiaca del feto.

Le pazienti con Rh negativo devono effettuare la immunoprofilassi anti-D, per la quale è necessario il consenso informato. Le pazienti Rh negative con partner Rh negativo che lo richiedono possono non essere sottoposte ad immunoprofilassi. Tuttavia è consigliabile un colloquio separato con queste pazienti, senza i partner.

Ultima modifica mercoledì 12 aprile 2017

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